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Anniversario Mattarella

Anniversario Mattarella: la Sicilia ricorda l’uomo e il politico

piersanti mattarella

Era il 6 Gennaio 1980 quando veniva assassinato l’allora Presidente della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella, mentre si recava a messa a Palermo con la sua automobile insieme con la moglie e i due figli.

Uomo di spicco della Dc siciliana, allievo di Aldo Moro, era l’unico leader dell’amministrazione regionale che manifestava la volontà di rinnovamento, di apertura alla sinistra, tanto che molti lo consideravano l’erede di Aldo Moro, suo indiscusso maestro.

Domani, giorno del 30esimo anniversario della sua barbara uccisione, Castellammare del Golfo, suo paese natale, lo commemorerà con una cerimonia che avrà inizio alle 9.30, quando il sindaco, Marzio Bresciani deporrà una corona di fiori sulla tomba di Mattarella.

“Una commemorazione che non vuole essere rituale” ha dichiarato il sindaco. “Sono passati trent’anni dall’uccisione del nostro concittadino e vorremmo che non sbiadisse il ricordo di un uomo che ha pagato con la vita il suo impegno in favore della legalità. Piersanti Mattarella rimane un esempio per le nuove generazioni e per gli uomini di governo siciliani“.

E il 7 Gennaio, i familiari saranno ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. In quell’occasione, sarà consegnata al Presidente una copia del documento “Piersanti Mattarella”.

Raitre, ieri martedì 4 gennaio, ha dedicato una puntata de “La grande storia” all’uomo e al politico Mattarella con 50 minuti di documentario dove è stata ricostruita la sua vicenda umana e amministrativa, la formazione religiosa e politica, l’amore verso la sua terra e l’impegno nel voler tagliare alla radice i rapporti tra mafia e amministrazione in Sicilia.

Il documentario non trascura di ricordare l’uomo, marito e padre affettuoso, che non sacrificò mai la famiglia alla politica. Viene ricostruito anche il tortuoso iter processuale che portò alla condanna all’ergastolo dell’intera cupola mafiosa, senza però riuscire a far luce sul mistero che avvolge ancora questo delitto e che sconvolse la Sicilia e l’Italia intera.

Numerose le testimonianze di uomini che l’hanno conosciuto e apprezzato: Piero Grasso procuratore nazionale antimafia, il primo a indagare sul delitto, Giuseppe Pisanu, presidente della commissione parlamentare antimafia, allora capo della segreteria politica di Zaccagnini, nonché amico personale di Mattarella; l’avvocato di parte civile Francesco Crescimanno, i collaboratori Leoluca Orlando e Salvatore Bufera, la moglie Irma con i figli Maria e Bernardo e il fratello Sergio. E’ quest’ultimo che lo descrive, in un’intervista per “Il Settimanale” del Tgr Sicilia, come una persona serena, che amava la vita, sempre attenta a non sacrificare alla politica gli spazi di vita familiare. Parla del fratello come di una persona normale, così come lo erano tutti quelli che hanno perso la vita per la lotta alla legalità da Falcone a Borsellino a Chinnici.

Persone normali, con un forte senso della propria dignità e del ruolo che rivestivano, che non si sono piegate alla violenza e alla sopraffazione mafiosa. “Piersanti lavorava per una Sicilia con le carte in regola – afferma Sergio Mattarella – perché sentiva l’esigenza che la Sicilia si presentasse davanti al governo nazionale e alle altre regioni avendo titolo per chiedere con diritto cio' che le competeva: e cio' significava, naturalmente, una Regione con la spesa trasparente e ordinata, che facesse proprio il forte richiamo alla legalita', al contrasto alla corruzione e alla mafia". Ha proseguito Sergio Mattarella: "Io credo che nessuno di questi uomini avesse la vocazione a fare l'eroe, ma avevano questo senso della dignita' del proprio ruolo e di se stessi”.